Caricamento...

 

LE CITTÀ SOMMERSE

installazione fotografica di Silvio Canini

In due weekend, 18-19 e 25-26 maggio 2019, la? Chiesa di San Filippo di Ostra ospita un allestimento fotografico di Silvio Canini. Tredici immagini scattate con macchina a doppio foro stenopeico impressionate sulla stessa lastra raccontano squarci di città sommerse. Da Bellaria a Riccione, da Rimini a Cesenatico, sullo sfondo l’Adriatico, il mare che inghiotte, capovolto a cielo. Non aspettatevi vedutine, né belvedere, piuttosto affioramenti, derive e orizzonti, fragili percezioni, delicate visioni di paesaggi sospesi, intrisi di malinconia. Le si può attraversare, queste città, percorrendo le stazioni della Via Crucis, scandite in piccoli quadri lungo le pareti della chiesa. Ciò che si offre allo sguardo sembra raccogliersi nel dolce riserbo di una preghiera silenziosa. È forse opportuno immergersi ad occhi chiusi e immaginare. Trattenere il fiato. Lasciarsi, infine, precipitare nell’abisso.

Simone Bruscia

«Città sommerse» è un multiuniverso di mondi, stati di tempo, di spazio, di luce, di ombra. È un autoritratto. Il ritratto di una coscienza sensibile, curiosa, intelligente. Un’anima in divenire che sofferente e ribelle apre le maglie del tempo e dello spazio, le dilata, tanto da poterci guardare dentro senza sapere cosa cercare. Un’anima che compie il viaggio nel corpo che la contiene, nella propria profetica memoria, nella propria creatività. Città sommerse, impenetrabili dalla ragione, abitate da personaggi magici, positivi, che vivono in un non luogo senza tempo, come la balena. Silvio è la balena. Silvio è un po’ Pinocchio nella sua ingenua bontà, un po’ Ulisse nel suo interminabile viaggio prima del ritorno a casa, un po’ Dante nel luogo intermedio che è il purgatorio, un po’ Giona il profeta ribelle. Silvio, nell’eterna ricerca di se stesso, sospeso tra cielo e terra, tra invisibile e visibile, tra realtà e fantasia.

Natascia Rocchi

Una selezione musicale appositamente curata per l’installazione da Simone Bruscia accompagnerà la visita alle città sommerse: Zbigniew Preisner, Van Den Budenmayer Funeral Music (1991), Philip Glass & Arturo Stalteri, Circles (1998), Sonic Youth, A Thousand Leaves (1998), Sigur Rós, A?gætis byrjun (1999), Sparklehorse, It’s a wonderful life (2001), Vincent Gallo, When (2001), Murcof, Martes (2002), Sufjan Stevens, Seven Swans (2004), Cocorosie, La maison de mon rêve (2004), Animal Collective, Feels (2005), Vic Chesnutt, North Star Deserter (2007), Akron/Family, Love is simple (2007), Panda Bear, Person Pitch (2007), Beach House, Devotion (2008), Lute, Dietas Para No Existir – Chapter V: Stevanin – Tesi per la fine del problema di Dio (2009), Nils Frahm, Felt (2011), Inserire Floppino, SMRG-2 (2013), Sufjan Stevens, Carrie & Lowell (2015).

SILVIO CANINI è nato a Bellaria – Igea Marina, dove vive e lavora. Elegante e scrupoloso osservatore della realtà, fotografo e artista in grado di contaminare le sue opere con linguaggi stilistici differenti, riesce a trasformare un reportage in qualcosa che supera il classico approccio di questo mezzo espressivo. Le sue opere, accolte con grande favore di critica e di pubblico, sono presenti in collezioni private e gallerie pubbliche e hanno raccolto, in questi anni, numerosi premi internazionali: tra i più significativi, la menzione d’onore alla 24th Biennale Photos Monochrome in Cina e il XX Premio Internazionale di Arte e Scienza “Guglielmo Marconi” per l’arte elettronica (in compagnia di Emilio Vedova per la pittura e Arnaldo Pomodoro per la scultura). La ricerca di Silvio Canini – sorta di narrazione visiva fortemente evocativa, da sempre volta ad esplorare l’incanto di paesaggi rivieraschi e balneari – non si limita alla fotografia, l’immagine sconfina e trova nuove dimensioni nei territori dell’arte visiva, del video, dell’elettronica, del digitale: Costellazioni (installazione audiovisiva, 2009), Hipno-bici (video-reportage, 2007), PentagramMare (video, 2008), Ain’t No Sunshine (video, 2008; menzione speciale CortoDoc Bellaria Film Festival 2008). Sue fotografie sono state inoltre utilizzate per le scenografie della trasmissione televisiva Annozero di Michele Santoro. La produzione fotografica di Silvio Canini è pubblicata in cataloghi di mostre personali e collettive e in libri d’autore: We are Open (Aiep, 1998; premio biennale FIAF “Premio Città di Prato” 1998 e “Photo Padova” 1999), Venditori d’ombra (introduzione di Vinicio Capossela; Aiep, 2002), Mare di silenzio (Damiani, 2006; apparso anche nel magazine Ventiquattro del quotidiano Il Sole 24 Ore), RimiNy (con Cristina Brolli e Cesare Padovani; Punto Marte, 2011). Nel 2012 l’artista presenta per la prima volta il progetto figurine canini al SI Fest di Savignano sul Rubicone con l’album di micro fotografie adesive Che donne le nonne (tiratura limitata, 101 esemplari). Il progetto prosegue l’anno successivo con un secondo album di figurine canini dal titolo Bagnanti, introduzione di Michele Smargiassi. Nel 2013, in Belgio, espone la sua ultima personale, Io Randagio, presso la libreria Piola Libri di Bruxelles. Nel 2014 il Consiglio Nazionale della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche nomina Silvio Canini “Autore dell’Anno FIAF 2014”. Due sue mostre sono visitabili in questi giorni in Romagna: Tu! Cosa cerchi, il mare? al Museo della Città di Rimini e Le città sommerse nella Chiesa del Suffragio di Savignano sul Rubicone. Le opere e i progetti artistici di Silvio Canini sono in mostra permanente a Bellaria – Igea Marina presso il 36/A Spazio Gallery, atelier-officina dell’artista.