SI Fest OFF / 10ª edizione

SI Fest OFF / 10ª edizione

Dieci è un numero, solo un numero, ci siamo detti, eppure per chi si è speso in questi anni con passione e professionalità rappresenta un traguardo importante, rappresenta la forza di un gruppo poliedrico e culturalmente vivace, l’irriducibile passione e tenacia di un’Associazione culturale, il circolo fotografico “Cultura e Immagine” di Savignano sul Rubicone fondato nel 1989 da autentici “visionari” che insieme al suo trentesimo compleanno sta per dar vita alla decima edizione di uno degli eventi di maggiore interesse nel panorama della Fotografia emergente italiana.

Nato da una brillante intuizione di Mario Beltrambini che nel 2010 ne affidò la curatela al sottoscritto, fresco di laurea in Conservazione dei Beni Culturali, oggi docente di Storia dell’Arte, il circuito OFF di Savignano ha saputo negli anni crescere, rinnovarsi e distinguersi  grazie all’avvicendarsi e alla ricerca di collaborazioni e figure sempre nuove sul fronte nazionale ed internazionale.

Allora tautologicamente parlando affermare che dieci è un numero, per quanto corretto e incontrovertibile è senza dubbio riduttivo e limitante. Dieci è la summa di un percorso che racchiude una storia, fatta di altri numeri, come le nove edizioni precedenti, l’insieme dei curatori artistici e di tutte le persone che si sono spese con professionalità e dedizione, delle centinaia di fotografi ed artisti emergenti per alcuni dei quali questo circuito ha rappresentato un trampolino di lancio e una vera e propria occasione di crescita professionale, dei reporter e giornalisti che hanno scritto e parlato di noi, delle migliaia di visitatori che spinti e animati da una  curiosità a tratti “fanciullesca” si sono immersi in questo “mondo” con stupore e considerevole attenzione.

Se penso al numero dieci  affiorano alla mente una serie di suggestioni, frutto di reminiscenze scolastiche e studi filosofici, penso in primis alla Tetraktis greca, per i pitagorici una piramide intrisa di valori simbolici che sintetizza il legame tra il concetto di decade e la serie di numeri che la racchiudono senza una predominanza tra pari e dispari.

Una visione olistica e in un certo senso democratica del mondo, che ci ha condotto verso un altro filosofo, lo statunitense Nelson Goodman che proprio di questa democratizzazione parla all’interno del suo saggio “Ways of worlmaking” tema scelto e condiviso per questa edizione insieme al mio gruppo di lavoro Emanuela Bagoi, Beatrice Lontani e Sara Pizzinelli,

Ways of Worldmaking

“Non c’è un mondo; ci sono tanti mondi, nessuno dei quali onnicomprensivo.
Più precisamente, c’è un mondo per ogni diverso modo di combinare e costruire sistemi simbolici”.

  1. Goodman, Vedere e costruire il mondo, dall’Introduzione di Achille C. Varzi

 

Siamo immersi in una pluralità di mondi, coabitanti e coesistenti, frutto di molteplici e soggettive versioni o visioni tutte egualmente importanti e indipendentemente interessanti. Nessuno di questi mondi rappresenta un archetipo o assurge al ruolo di “unico mondo reale”. Un relativismo radicale ma non casuale, in cui ciascun mondo è fabbricato partendo da quelli a disposizione attraverso una congegnata aggregazione di simboli. 

Anche la fotografia ha goduto e gode delle pratiche estetiche di guardare a mondi diversi mettendoli a confronto o mescolandoli per confondere i confini: il vero e il falso; il credibile e l’impossibile; evocazione fantastica o concettuale, e così via.  Ogni immagine, che vuole aspirare al ruolo di “mondo”, deve essere il risultato di un processo di conoscenza. “La sua struttura dipende dai modi in cui lo consideriamo e da ciò che facciamo. E ciò che facciamo, in quanto esseri umani, è parlare e pensare, costruire, agire e interagire”1.

 

1 N. Goodman, The Structure of Appearance, 3ª ed., cit., p. vii.

 

Tomas Maggioli, curatore SI Fest OFF